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Sala V
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Sala V

Pochi i contesti di scavo ancora ricostruibili “reperiti” dal Museo Civico.
L’ipogeo Sant’Aloia, nel 1956 saccheggiato e poi indagato dalla Soprintendenza Archeologica, restituisce uno dei pochi soggetti figurativi della pittura funeraria canosina. Il materiale sfuggito alla depredazione, in piccola parte riproposto, attesta la ricchezza del corredo, che prevedeva numerosi vasi policromi arricchiti da complesse decorazioni plastiche e almeno una statua di orante di cui restano pochi frammenti. I due corredi dell’ipogeo, strappato alla pala meccanica in via R. Bacone nel 1967, evidenziano dalla prima metà del II secolo a.C. un culto per la bellezza, espresso attraverso i recipienti e strumenti per la cura del corpo e la cosmesi, i gioielli. La sfera femminile si è aperta a nuovi e raffinati costumi sociali palesati dal set da scrittura e dai giochi di società.

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