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Ceramica policroma con decorazione plastica canosina
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La produzione di ceramica policroma con decorazione plastica prevede l'uso di colori a tempera, stesi a freddo sulla superficie dei vasi, da cui dipende la scarsa tenuta del colore. La decorazione policroma dipinta è accompagnata spesso da una ridondante decorazione plastica, con figure a tutto tondo o a rilievo, con appliques di varie dimensioni e tipologia, realizzate con una gamma di colori ristretta: rosso, nero, celeste e rosa. Gli elementi morfologici dei vasi sono lavorati separatamente ed assemblati con l’ausilio di una pece resinosa che fungeva da collante. Le forme utilizzate sono quelle del repertorio tradizionale daunio come l’askos e l’olla con labbro, non mancano le oinochoai. L’intento di valorizzare l’aspetto simbolico dello spazio funerario si  evince dall’immaginario funerario dominate: iterazione della testa di Medusa, mostri, centauri, esseri anguiformi, cavalli alati, statuette di Nikai ed eroti. La decorazione pittorica risulta spesso frutto di improvvisazione, raggiungendo efficaci soluzioni pittoriche. Tra i motivi ricorrenti compaiono festoni con bende, rosette a stella, con uno schema decorativo che rievoca l’impianto delle pitture funerarie ipogeiche. Tra i reperti, riconoscibile l’askos del Pittore dei serpenti piumati, la cui produzione si colloca nell’ambito della bottega degli askoi con festoni. Altri due gli esemplari noti di questa fabbrica: quello dell’ipogeo di largo Costantinopoli e quello conservato ad Amburgo. Alle produzioni di una bottega specializzata operante nell’ambito del II secolo a.C. si ricollegano, invece, i due vasi della Tomba degli Ori, parti di un complesso corredo, conservato e attualmente esposto nel Museo Archeologico di Taranto, per le parti riguardanti i vetri e le oreficerie. Particolarmente apprezzabile l’askos con scena di battaglia. Dallo stesso contesto, scoperto nel 1928, proviene la statua di Orante, certamente non isolata considerati i numerosi frammenti poi recuperati nella camera centrale dell’ipogeo, quando la Tomba degli Ori viene riscoperta nel 1971.

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