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Ornamenti personali
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Gli ornamenti personali esposti nel Museo Civico di Canosa offrono una casistica ampia, ma indubbiamente incompleta dei ritrovamenti specifici dei corredi femminili dauni nel periodo arcaico. I monili sono tutti in bronzo. Mancano i metalli preziosi, pure attestati nei corredi arcaici canosini, basti pensare al pendaglio aureo dalla località Toppicelli conservato al Museo di Taranto, e le ambre, documentate da elementi che impreziosiscono le fibule in ferro a lunga staffa e da pendenti e collane con i vaghi variamente sagomati. La ricostruzione delle complesse parures indossate dalle donne daunie è facilitata dalle stele, peculiari della Daunia settentrionale ed in particolare della piana sipontina. Le stele femminili estrinsecano come segni distintivi del costume aristocratico l’esibizione della sovrabbondanza di ornamenti personali e accessori: orecchini, fermatrecce, collane, anelli, bracciali oltre a  fibule, spilloni, abbellimenti del copricapo e cinture decorate con pendagli. I corredi femminili evidenziano una relazione diretta tra quantità di ornamenti e rango: il corpo della defunta appare sovraccarico di ornamenti quanto più elevato è il suo ceto. Le fibule sono accessori comuni ad entrambi i sessi. Per quanto la struttura funzionale resti invariata con un ago da puntare alla veste bloccato da una staffa, quella ornamentale nel tempo si articola in un’ampia casistica. Le fibule ad occhiali e quelle a lunga staffa sono distintive del periodo arcaico e hanno larga diffusione, anche al di fuori dell’ambito territoriale daunio, specialmente lungo le coste dell’Adriatico. Analoga circolazione si ricostruisce per molti dei pendagli, che abbelliscono collane e cinture: quelli antropomorfi, a cerchi tangenti, a batacchio. Non superano la prima metà del V secolo a.C. i torques ed i bracciali a verga semplice di vario spessore, a capi accostati e sovrapposti, con le estremità a ricciolo o sagomate a testa zoomorfa e il corpo impreziosito da decorazioni incise a bulino, o ancora a più avvolgimenti. Sono ampiamente diffusi nel comprensorio Ofantino (Minervino Murge, Lavello, Melfi) e su base regionale (Ordona, Ascoli Satriano) e subregionale.

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